Aurora Burning: The Aurora Cycle, Book 2
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Aurora Burning: The Aurora Cycle, Book 2 Audible Audiobook – Unabridged

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Product details

Listening Length 15 hours and 16 minutes
Author Amie Kaufman, Jay Kristoff
Narrator Kim Mai Guest, Johnathan McClain, Lincoln Hoppe, Donnabella Mortel, Jonathan Todd Ross, Erin Spencer, Steve West
Audible.com.au Release Date 05 May 2020
Publisher Listening Library
Program Type Audiobook
Version Unabridged
Language English
ASIN B08129T2S1
Best Sellers Rank 9,052 in Audible Books & Originals (See Top 100 in Audible Books & Originals)
27 in Science Fiction & Fantasy Romance for Teens
28 in Action & Adventure Sci-Fi & Fantasy for Teens
89 in Science Fiction & Dystopian Romance for Young Adults

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Reviewed in Australia on 16 July 2020
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Reviewed in Australia on 15 May 2020
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Reviewed in Australia on 7 May 2020
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Reviewed in Australia on 9 August 2020
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Reviewed in Australia on 7 June 2020
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Mina
3.0 out of 5 stars The mother of all cliffhangers and the worst pacing issues. Very disappointing sequel. 2.5 stars
Reviewed in Germany on 30 July 2020
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Alice
4.0 out of 5 stars Una montagna russa di emozioni
Reviewed in Italy on 15 June 2020
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4.0 out of 5 stars Una montagna russa di emozioni
Reviewed in Italy on 15 June 2020
4-/5

Aurora Burning, uscito a inizio maggio, è il secondo titolo della saga di Aurora Cycle.
È un raro caso di seguito all’altezza del primo libro. Da un punto di vista oggettivo, il libro è tanto valido quanto il suo predecessore; da un punto di vista soggettivo, mi è piaciuto più del primo. Questo mi ha stupita, soprattutto perché l’esperienza mi ha insegnato che di solito il secondo libro di una trilogia tende a essere meno avvincente o a configurarsi come un volume di passaggio che collega l’inizio e la fine della saga.
La staticità è un problema che questo libro non conosce. È azione, seguito da altra azione, che sfocia in uno dei finali più inaspettati e sconcertanti che abbia mai visto. A un certo punto della propria vita di lettori, tutti abbiamo incontrato la nostra buona dose di conclusioni che ci lasciano con il fiato sospeso, un buco al posto del cuore e il macerante bisogno di avere tra le mani il seguito: questo è uno di quei libri. Finisce così improvvisamente, così bruscamente e in un modo che ti fanno solo desiderare di poter mettere le mani sul terzo libro per assicurarti di quanto sia grave il danno. La sofferenza che sai che proverai rimane lì, in sospeso, perché termina tutto così rapidamente che non si ha nemmeno il tempo di capire cosa sia successo. Si rimane lì, in attesa del terzo libro per capire quanto male siano andate le cose – come quando fai un incidente e sei troppo frastornato per riuscire a fare altro che startene lì, impalato, in attesa di chissà cosa.
Questo libro è davvero un ottovolante, una montagna russa di emozioni che finisce proprio così, come una giostra di Gardland, quelle piene di giri della morte, discese vertiginose che ti fanno sentire lo stomaco in gola, velocissime, e che finiscono improvvisamente in modo brusco e prima che tu abbia capito che è finita ti ritrovi giù, a cercare ancora di comprendere.

Proprio come il primo capitolo di questa saga, anche Aurora Burning è una lettura perfetta per ragazzi. Ha tutte le carte in regola per intrattenerli in un’avventura che non si ferma mai, un rollcoaster di emozioni che rendono quasi impossibile mettere giù questo libro. Si tratta di una lettura avvincente, che ti spinge ad andare avanti con lo stesso ritmo serrato con cui procede il racconto – io ho fatto le tre di mattina in più di un’occasione perché non riuscivo ad accantonare il libro.

Come ho anticipato, ho apprezzato questo libro più del primo sotto molti punti di vista. Ma cosa ho apprezzato?
Lo humor: come il primo libro, anche questo secondo è ricco di dialoghi sarcastici e di uno humor che i due autori sono bravi a bilanciare. Il contenuto del primo libro era più leggero e umoristico, più sarcastico e scanzonato; mano a mano che la trama va verso eventi più drammatici, lo humor si equilibra e si mischia con riflessioni e dialoghi più profondi, più drammatici e più seri. L’equilibrio è piacevole, godibile, e alterna momenti di risate con altri di pathos, a volte capaci di strappare un sorriso, altre volte in grado di farti diventare lucidi gli occhi.

Ho apprezzato tantissimo vedere come le relazioni si stringono, i legami si fanno più saldi. Nel primo libro avevamo a che fare con un manipolo di persone che non si conosceva e che era finito insieme per caso. Ma da questa casualità ora è nato qualcosa di buono, qualcosa di profondo e sincero: le difficoltà li hanno spinti a unirsi, a conoscersi e hanno imparato a considerarsi una vera famiglia. Il loro rapporto cominciava già a cambiare nel primo libro, ma è in questo secondo che i legami si consolidano davvero e si cementano. Questo riguarda i rapporti di amicizia, come quello tra Finian e Aurora, che viene esplorato per la prima volta, o Scarlett e Zila, ma anche tra le coppie.

Nel primo libro abbiamo visto gli albori della romance tra Kal e Aurora; in questo secondo libro la loro relazione si evolve e diventa più profonda e matura, più consapevole da parte di entrambi. Prima era Kal a provare l’irresistibile sentimento dettato da una sorta di imprinting che si è innescato in lui alla vista di Aurora; in questo secondo libro cambiano i sentimenti che Aurora prova per lui e dalla possibilità di conoscersi meglio si sfocia in un amore profondo e sincero, che per lei diventerà letteralmente un monito a ricordare ciò per cui combatte. È un sentimento che matura un passo alla volta, conoscendosi, parlando, aprendosi l’un l’altro – e che purtroppo è anche gravato da un terribile segreto che ne minaccia la stabilità.

Cresce anche la relazione tra Scarlett e Finian. Non è mai mancata l’attrazione tra i due, lo si vedeva fin dal primo capitolo, ma quei flirt giocosi diventano qualcosa di più quando Finian comincia a diventare un vero appoggio per Scarlett. A un certo punto, dopo un certo avvenimento, Finian si dimostra per lei una vera ancora su cui poter fare affidamento. Da una parte Scarlett gli mostra i suoi momenti di fragilità, quelli in cui è più vulnerabile, dall’altra Finian le dimostra di esserci sempre per lei, anche al di là dei loro flirt e delle loro battute sarcastiche. Lui vede più di una bellissima ragazza quando guarda Scarlett, più del suo bel corpo; lei vede più della sua disabilità quando guarda lui. Ciò che ho amato di loro è proprio questa capacità di apprezzarsi e volersi bene a tutto tondo, letteralmente nel bene e nel male, anche quando gli eventi precipitano.

Zila merita una parentesi a sé. In questo discorso di approfondimento e conoscenze, Zila merita il posto d’onore. Nel primo volume, a lei erano dedicati pochi capitoli e anche quei pochi erano di una manciata di righe ciascuno. Solo qui possiamo parlare a buon diritto di conoscere finalmente un personaggio che era rimasto nell’ombra fino a questo momento. Ci vengono rivelate informazioni importanti del suo passato, ma soprattutto ci viene dato uno scorcio diretto sulla sua personalità, sul suo modo di vedere e di sentire. Forse questa è la parte più importante, perché Zila ha un modo molto particolare di vivere la sua vita emotiva e sentimentale e avere uno scorcio su questo significa anche che lei stessa si sta aprendo, si sta facendo conoscere dal resto della squadra, cosa difficilissima per qualcuno dalla sensibilità così particolare. In più di un’occasione mi sono domandata se si possa trattare di una forma leggera di morbo di Asperger. Se fosse così, sarebbe ancora meglio perché darebbe spazio e rappresentazione a una categoria di persona che generalmente trova poca espressione nei libri. È una piccola Sheldon Cooper, che sta imparando a crescere e cambiare piano piano intorno alla sua famiglia, che impara a venire a patti con il fatto che prova emozioni, sentimenti, anche quando vorrebbe che così non fosse. La crescita di Zila è un viaggio continuo nella sensibilità profonda di una persona che ha poca dimestichezza con questo lato di sé.

Una sorpresa inaspettata sono stati Saedi e Tyler. Per cause di forza maggiore si trovano costretti a passare del tempo insieme, a conoscersi, e in più di un’occasione ho avuto la sensazione che gli autori volessero farci vedere un’attrazione tra di loro. Non dovrei, ma io non posso fare a meno di sperare in uno svolgimento in questo senso – lo so, ma “enemis to lover” è il mio guilty pleasure preferito tra tutti i tropes letterari. Hanno chimica, quella bella tensione tra nemici che trovano qualcuno da combattere insieme e si trovano ad allearsi; hanno background e caratteri profondamente diversi, ma potrebbero aiutarsi a crescere a vicenda: Saedi sa qualcosa di Tyler che lui ignorava e potrebbe insegnargli ad accogliere quella parte di lui; d’altra parte lei è piena di rabbia, rancore e istinto alla guerra, lui potrebbe darle pace, stabilità, un nuovo modo di vedere il mondo attraverso occhi che non vedano la guerra come unica soluzione. Potrebbero essere positivi a vicenda e credo che questo li renda una possibile coppia piena di potenziale.

Risvolti inaspettati e alcuni misteri che ci accompagnano lungo tutto il libro. Mi piace che ci siano cose di un libro che si trascinano, quesiti che non vengono risolti entro la fine del volume, ma che passano da uno all’altro all’interno di una saga per creare un filo rosso che si snoda lungo tutti e tre. Per quanto possano rendere l’attesa più snervante, sono anche quelli che fomentano il desiderio di andare avanti, che rendono più coesa la narrazione in una saga. Di tutti questi risvolti inaspettati, quello che mi ha intrigato di più è legato ai misteriosi doni che la squadra ha ricevuto da un donatore senza nome. Strani, ma utili al momento giusto – cosa che per tutto il tempo porta a pensare a un personaggio, forse ignoto, forse conosciuto, che possa viaggiare nel tempo o avere qualche capacità di previsione del futuro. Il mistero non viene risolto alla fine della storia e rimane in sospeso per essere spiegato – forse – nel prossimo libro.

Cosa invece mi ha convinto poco?

In primo luogo, la reazione esagerata a una certa rivelazione sul passato di Kal. Mentire su se stessi, soprattutto con la persona che ami, non è sicuramente una cosa positiva e qui non voglio sicuramente giustificare la scelta sbagliata di Kal. Ma la reazione della squadra alla rivelazione contraddice cose che loro stessi avevano detto. Ad esempio, quando Scarlett accusa Kal del fatto che sia tutta colpa sua se Saedi li stava cercando, nonostante lo stesso Kal avesse già proposto un suo allontanamento per proteggerli tutti. La stessa Scarlett che lo aveva rassicurato del fatto che non fosse colpa sua e che dovevano rimanere uniti, perché così si comporta una famiglia davanti alle difficoltà. Lei è certamente sconvolta da tutta una serie di fatti, ma questo non giustifica la sua reazione. Né le reazioni di tutti quanti, decisamente esagerate in merito alla rivelazione in sé e per sé. La famiglia dovrebbe esserci anche nel momento in cui si sbaglia, anche davanti agli errori e le decisioni sbagliate. Nel bene e nel male non vale solo per i matrimoni.

In secondo luogo, una pecca che avevo riscontrato già nel primo libro, cioè la possibilità di empatizzare con i personaggi. Nonostante il miglioramento e l’approfondimento maggiore delle relazioni, nonostante la miglior introspezione dei personaggi, manca ancora qualcosa che permetta di immedesimarsi a fondo con tutti loro.
Tutto considerato, l’ho trovato un libro divertente, pieno di azione, difficile da abbandonare. È la lettura perfetta per una persona che voglia leggere qualcosa di leggero, intrigante e, perché no, che ami i Guardiani della Galassia – non so voi, ma io sento tantissimo l’influenza dei film Marvel su questo gruppo di personaggi e su questo universo in generale, una cosa che mi piace tantissimo e che trovo una forza di questo libro.
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N. J
5.0 out of 5 stars The ending!!!
Reviewed in Canada on 11 May 2020
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hjh
5.0 out of 5 stars Great Sequel
Reviewed in Canada on 25 August 2020
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Andreas
5.0 out of 5 stars What an Incredible book, with the Biggest cliffhanger since books where invented.
Reviewed in Germany on 6 June 2020
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